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La NUOVA Venezia

18 settembre 2006

Mestre invasa dalla melma Cacciari: «Stato di calamità»

Massimo Scattolin

Il sindaco pronto a stanziare un milione e chiede di nominare un commissario per avviare interventi nei punti critici

MESTRE. Acqua ovunque. Strade che sembrano canali, campi diventati acquitrini. Ma soprattutto acqua e scarichi di fogna negli scantinati, nei magazzini, nelle case. Quasi mille case in centro a Mestre senza luce per quasi tutta la giornata. Questa la realtà con cui ieri, in molti casi dall’alba, hanno dovuto fare i conti migliaia di cittadini.
STATO DI CALAMITA’
 «Una situazione grave determinata da un fenomeno assolutamente eccezionale - ha detto il sindaco Massimo Cacciari che con i massimi funzionari e tecnici dei vigili del fuoco, della Protezione civile regionale e del Genio civile, della Provincia, del Consorzio Dese Sile ha fatto parte dell’unità di crisi della Protezione civile - Abbiamo già chiesto alla Regione il riconoscimento dello stato di crisi per avere contributi con cui concorrere al risarcimento dei danni subìti dai privati. Come amministrazione comunale siamo pronti a coprirne una parte, stanziando un milione di euro. Ma di fronte a queste situazioni meteo è evidente che le nostre reti fognarie e i sistemi di pompaggio andranno adeguati. Faremo una verifica a livello provinciale per stabilire i punti di criticità. Serve un’autorità commissariale che bypassi le forche caudine della burocrazia». Il presidente della Provincia Davide Zoggia e l’assessore alla Protezione civile Lieta Smajato appoggiano le richieste e ricordano che da tempo gli uffici provinciali stanno lavorando con i Comuni per la definizione del Piano territoriale di coordinamento provinciale.
CENTRALINI BOLLENTI
 Centinaia le telefonate al 115. Molte sono state deviate sui numeri di polizia, carabinieri, Suem. Molti cittadini hanno detto di non essere riusciti a contattare i pompieri per ore. «Ma tutte le telefonate sono state registrate - ha rassicurato Alfio Pini, comandante interregionale dei Vigili del fuoco - Quando l’acqua comincerà a defluire interverremo presso chiunque ne abbia bisogno». Ma i sindacati dei vigili del fuoco (Cgil, Cisul, Uil, RdB) contrattaccano denunciando la criticità del sistema 115 e l’insufficienza delle forze a disposizione e chiedono un immediato incontro con il comandante.
SFIORATA ALLUVIONE ’66
 Se le condizioni meteorologiche avessero impedito alla laguna di ricevere l’ondata di piena in arrivo da monte, si sarebbe ripetuta un’alluvione come nel 1966». E’ l’opinione dei responsabili del Consorzio di Bonifica Dese Sile. «La rete ha palesato una situazione di fragilità - ha osservato il direttore Lorenzo Del Rizzo - Noi siamo intervenuti già da giovedì con le manovre di svaso». La situazione, in serata, veniva definita fortemente a rischio con l’acqua che lambiva la parte superiore delle sponde di numerosi alvei.
CENTRO SENZA LUCE
 Novecento abitazioni comprese nell’area tra via Einaudi e via Ca’ Rossa sono rimaste senza luce fino alle 17.45. «Colpa» dell’allagamento di due cabine che ne hanno mandato fuori uso altre cinque. Mobilitati 15 operai; è stato comunque necessario attendere l’intervento dei vigili del fuoco per il prosciugamento.
ZONE CRITICHE
 I vigili del fuoco hanno seguito la situazione nel corso della giornata anche dall’alto. Un elicottero con a bordo il comandante Fabio Dattilo ha sorvolato il Dese e il territorio di Mestre una prima volta dalle 9 alle 10 e quindi della 13.30 alle 14.30, confermando le maggiori criticità nelle zone di Gazzera, Zelarino, Tarù e Cappella di Scorzè. Situazione d’emergenza anche a Chirignago, in un’area gestita dal Consorzio di bonifica Sinistra Medio Brenta, nonostante l’idrovora di Ca’ Emiliani abbia lavorato a pieno regime smaltendo 20 mila litri d’acqua al secondo. Colpite anche diverse aree di Marghera, in particolare Catene e Villabona. Nei pressi di via Bottenigo è straripato il canale consortile «fossa di Chirignago». In crisi anche il quartiere Bissuola.
OSPEDALE ALLAGATO
 Acqua negli scantinati e in alcuni locali di servizio dell’ospedale Umberto I. Le infiltrazioni hanno costretto il personale a bloccare una rampa del pronto soccorso e a gestire il reparto e il traffico di automediche e ambulanze da un ingresso secondario. Fermato, in via precauzionale, anche uno dei due ascensori del nuovo monoblocco. Fino alla tarda serata di ieri, comunque, non c’era stata alcuna interruzione dei servizi ospedalieri.
SCUOLE CHIUSE
 Oggi le scuole di ogni ordine e grado a Mestre e terraferma resteranno chiuse. L’ha stabilito ieri sera un’ordinanza del sindaco, considerato che l’accesso a molti plessi scolastici potrebbe essere critico o impossibile.
LE PROTESTE
 Decine le telefonate di mestrini che si sono rivolti al nostro giornale per segnalare criticità e protestare. In via Felisati fino alle 8.45 del mattino la strada era invasa da diversi centimetri d’acqua: non succedeva da decenni. «Qui è peggio che nel ’66 - sbotta Romano Spinelli (Bissuola) - Dalle 6 del mattino ci sono 80 centimetri d’acqua e non c’è l’alta marea di 190 centimetri che c’era allora». Stesso concetto viene ribadito da Graziella Parmesan, alle prese con lo scantinato allagato. E un residente di via Motta (Bissuola) ricorda che «prima dei lavori per fare il parcheggio tutto andava bene; ora il parcheggio è alto e all’asciutto e io mi ritrovo 20 centimentri d’acqua in casa».
 In via Terraglio ci sono laboratori sott’acqua, centrali termiche fuori uso, danni per migliaia di euro. «Merito dei continui tombinamenti e costruzioni di marciapiedi» sottolinea Paolo Semenzato.
 Praticamente isolate ampie zone di via Calucci e limitrofe (Gazzera). «Ho due bambini picoli, sono senza luce dalle 6 - spiega Maria Teresa Spagnuolo - Qui è peggio che nel maggio scorso. Hanno rifatto il sistema fognario, ci avevano detto che con la seconda pompa sarebbero stati risolti i problemi. Avevamo cambiato mobili ed elettrodomestici. E ora è ancora tutto da buttare». Ride per non piangere un residente di via Ronchi dei Legionari. «Qui c’è un quartiere che sembra una palude. Le auto non passano, i cassonetti delle immondizie galleggiano». Problemi legati alle fognature vengono denunciati anche in via Fiume, vicino al parco Piraghetto. «Hanno rifatto le fognature, non è servito a nulla - protesta Jolanda Mezzina - La mia cantina è ancora allagata». Non va meglio a Marghera. All’edicola di via Trieste 91 giornali da buttare e secchi da riempire per un paio d’ore. In via Caneve altre case isolate e «non c’è alcuna possibilità di avere informazioni concrete dal numero verde dell’Enel» protesta un residente al civico 87.

(18 settembre 2006)


 

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Ultimo aggiornamento: 12-01-09.