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Articolo da Il Gazzettino di giovedì, 29 marzo 2007
E' stato presentato l'altra sera a Favaro dall'assessore ai Lavori Pubblici Simionato e dall'ing. Baldo del Consorzio di bonifica Dese Sile il "Piano delle acque", una sorta di piano regolatore idrico del territorio.Si tratta della mappatura della situazione idrica sia per quanto attiene la superficie, ossia la rete dei canali consortili e privati che portano l'acqua verso la laguna, che la parte sotterranea, vale a dire il sistema fognario (acque nere e bianche). Il piano è stato realizzato dal Consorzio di bonifica Dese Sile in collaborazione con il Consorzio Medio Brenta, con lo scopo di individuare le situazioni di maggiore criticità che necessitano al più presto di essere sanate. Un problema, quello del pericolo idrico, diventato di estrema attualità all'indomani dell'alluvione che lo scorso settembre ha allagato una buona parte della terraferma.Non a caso erano presenti, l'altra sera, i rappresentanti del Coordinamento dei comitati che raggruppa gli allagati di Mestre, Marghera, Favaro, Catene, Cà Sabbioni e Giustizia, più che mai convinti che le cause dell'alluvione del 17 settembre dell'anno scorso e di quello precedente del 24 maggio, non siano riconducibili esclusivamente ad una concomitanza di eventi naturali avversi, ma piuttosto da una serie di disservizi, cattivo funzionamento e inadeguatezza degli impianti pubblici.Proprio per questo i portavoce del "Comitatone" Elettra Vivian ed Enrico de Sordi hanno ribadito l'urgenza di porre rimedio alle situazioni più a rischio soprattutto per salvaguardare il patrimonio immobiliare privato dal pericolo igienico - sanitario causato dalla tracimazione delle fognature e dalle esondazioni dei bacini fluviali. «Se il problema è quello del reperimento dei fondi - ha detto Elettra Vivian - noi del coordinamento ci mettiamo a disposizione fin d'ora per tessere alleanze utili al reperimento dei fondi necessari, sia presso lo Stato che la Regione Veneto». I
rappresentanti dei comitati si sono pure resi disponibili per effettuare assieme
ai tecnici comunali e dei consorzi delle verifiche sulle criticità oggetto di
segnalazione da parte dei cittadini. Già dalla prossima settimana, infatti, è in
programma una visita congiunta di alcune zone a rischio allagamenti, tra le
quali figura la Fossa Pagana segnalata da Fabrizio Zabeo del comitato degli
allagati di Favaro come uno tra i siti di maggiore pericolosità.
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