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ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA

PRESSO IL TRIBUNALE DI VENEZIA

ESPOSTO

I signori

OLIVI MAURO, n. a Venezia il 24/10/1952, res. in Marghera (VE), Via Ferrara, 6 e BALLARIN LUCIANO, n. a Venezia il 09/06/1947, res. in Marghera (VE), Via Ferrara, 7, del COMITATO SPONTANEO CONTRO GLI ALLAGAMENTI - MARGHERA;

CALLEGARO LUCIANO, n. a Venezia il 07/02/1943, res. in Mestre (VE) Via Crispi, 31 e LUIGINO TENDERINI, n. a Venezia il 16/06/1951, res. in Mestre (VE), Via Filelfo, 5, del COMITATO 17 SETTEMBRE - MESTRE ALLAGATA;

FERNANDO ROSSIGNOLI, n. a Eraclea (VE) il 21/12/1938, res. in Mestre (VE), Via Bonaiuti, 24, del COMITATO SANTA RITA - SABBIONI;

FABRIZIO ZABEO, n. in Lussemburgo il 08/06/1953, res. in Mestre, Via Passo Cereda, 5, del COMITATO ALLAGATI DI FAVARO VENETO;


 

BRUNO GIORDANO, n. a Reggio Calabria il 08/07/1945, res. in Marghera (VE), Via dei Ciliegi, 14 e MARIO SORANZO, n. a Livorno il 12/06/1945, res. in Marghera, Via Valleselle, 26/A, del COMITATO CATENE – VALLESELLE;

LUCIANA (LUCY) PERES SIGNORETTI, n. a San Daniele del Friuli il 07/08/1940, res. in Chirignago (VE), Via Miranese, 208, del GRUPPO DI LAVORO S.BARBARA, GIUSTIZIA – ASSOCIAZIONE CULTURALE;

DI BARI ANDREA, n. a Savona il 13/07/1950, res. in Mestre (VE), Via Ronchi dei Legionari, 1, del COMITATO ALLAGATI RIO CIMETTO;

MANDOLIN DANILO, n. a Mirano (VE) il 26.11.1935, res. in Zelarino (VE), Via A. Da Pordenone, 27;

MEMO STEFANO, n. a Venezia il 14.10.1966, res. in Gazzera (VE), Via Breda 35;

GALLO CRISTINA, n. a Mestre (VE) il 16 aprile 1965, res. in Zelarino (VE), Via Francesco Guardi, 19;

espongono:

verso la metà di settembre 2006 la terraferma veneziana era colpita da un ordinario fenomeno temporalesco.

Iniziato il giorno 15 in forma assai ridotta, con sporadici rovesci, questo si sviluppava con maggiore intensità nei due giorni successivi.

Malgrado la differente consistenza evidenziata, fin dal primo giorno le aree di Mestre centro e della periferia, come Gazzera, Cipressina, Trivignano, Marghera, Favaro, Bissuola, Catene - Valleselle subivano un massiccio ed incontenibile allagamento.

Il fenomeno era causato dal reflusso degli scarichi fognari, che respingevano le acque fuori dai tombini, scaricando sulle strade ed in moltissime abitazioni una marea di liquame ed acqua salata fino ad un livello di 50 cm circa.

La cittadinanza, neppure preavvisata dalle autorità, era travolta da un fenomeno di portata incontrollabile.

Gli abitanti di intere vie passavano giornate e nottate (al buio, per l’assenza di elettricità) immersi nei liquami, tentando invano di arginarli ed espellerli dalle case.

Nella notte di domenica 17, peraltro, la marea nera si ritirava rapidamente come era venuta, senza alcun rapporto con l’evolversi delle precipitazioni, che invece proseguivano fino alla mattinata di lunedì 18.

Il flagello descritto causava alla cittadinanza danni ingentissimi agli immobili (le cui mura resteranno per mesi, se non per anni, intrise delle acque putride e maleolenti scaricate dalle fogne) ma anche ai mobili, come autoveicoli, elettrodomestici e arredi, tutti da rottamare.

A causa dell’invasione delle loro abitazioni da parte delle acque infette, gli esponenti subivano, in particolare, l’imbrattamento e la sommersione dei locali e degli arredi, nonché il guasto degli elettrodomestici.

La calamità descritta li obbligava a sostenere in proprio tutti i costi di ripristino e bonifica di stabili e arredi.

Dopo il ritiro della marea, inoltre, strade, parchi, giardini pubblici e privati restavano coperti dai residui organici fognari, che non venivano mai bonificati, con ogni negativa implicazione a livello di igiene e sanità pubblica.

Lo stesso evento - in preoccupante estensione - verificatosi anche nel maggio scorso con identiche modalità ed effetti, ha assunto da circa un decennio cadenza ciclica, colpendo la città circa due – tre volte l’anno, anche in presenza di precipitazioni del tutto insignificanti.

La drammaticità della situazione ha indotto tra l’altro la formazione dei comitati spontanei in epigrafe indicati, cui aderiscono circa 2.000 famiglie.

In considerazione delle gravi anomalie legate alla genesi del fenomeno, degli ingenti danni conseguentemente patiti, nonché dell’elevato rischio di reiterazione a breve dello stesso, gli esponenti

chiedono

che l’Autorità Giudiziaria adita voglia accertare l’eventuale emergenza, nel contesto descritto, di condotte penalmente rilevanti, perseguendo in tal caso i responsabili a termini di legge.

Si fa espressa richiesta di comunicazione dei provvedimenti adottati da Questo Ufficio, ex artt. 406 e 408 C.p.p.

Gli esponenti di cui in epigrafe nominano quale difensore fiduciario ai sensi dell’art. 96 C.p.p. l’avv. Stefano Porcari del Foro di Venezia, con studio in Zelarino Venezia, Via Luigi Nono n. 1, presso il quale eleggono domicilio, conferendo allo stesso procura speciale ex artt. 333 e 122 C.p.p. per il deposito del presente atto, nonché per la richiesta di informativa ex art. 335 C.p.p.

Si allega documentazione illustrativa.

Si indicano a testi le persone generalizzate come da documento allegato.

Si indica per ulteriore documentazione il sito internet: www.mestreallagata.altervista.org

Mestre/Venezia lì

Mauro Olivi

Luciano Ballarin

Luciano Callegaro

Luigino Tenderini

Fernando Rossignoli

Fabrizio Zabeo

Bruno Giordano

Mario Soranzo

Luciana Peres Signoretti

Andra Di Bari

Danilo Mandolin

Stefano Memo

Cristina Gallo

Per autentica

Avv. Stefano Porcari

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Ultimo aggiornamento: 12-01-09.