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Venezia nel 2030: una città vuota, niente abitanti ma solo turisti

La popolazione invecchia e gli edifici subiscono un rapido degrado; si moltiplicano negozi e bar, mentre sempre più case restano abbandonate.

VENEZIA - I VAPORETTI che la sera portano via i turisti sono stracolmi. Ma poche luci sono accese nelle case. E piano piano si spegneranno tutte. Il conto alla rovescia, nella città che fu dei Dogi, è cominciato, e nel 2030 qualcuno taglierà il nastro della città fantasma. Tra 24 anni, se l'esodo che continua inarrestabile da 40 anni andrà avanti a questi ritmi, Venezia non avrà più neanche un abitante. Solo frotte di turisti. Sono 18 milioni l'anno già oggi, 50mila in media al giorno.

E Tra vent'anni rischiano di essere il doppio. Residenti zero, turisti centomila. E allora il destino, sempre temuto, di diventare la Disneyland d'Italia, sarà compiuto. Si apriranno i cancelli la mattina e si chiuderanno la sera, e non sarà più uno scandalo, anzi sarà normale, far pagare il biglietto per entrare. Ma Venezia all'anno zero, senza più la sua gente, la cantilena del suo dialetto, non sarà più una città. Solo la quinta di un antico teatrino di marmi e di merletti abbandonato sull'acqua per il passatempo di legioni di turisti di tutto il mondo.

Il disastro annunciato è raccontato dalla fredda voce delle cifre dei tabulati dell'anagrafe comunale. Dal 1966 a oggi, dall'anno dell'alluvione di cui il 4 novembre ricorre il quarantennale, il centro storico di Venezia ha perso la metà dei suoi abitanti: erano 121mila nel '66, sono 62mila oggi, e 3mila di questi sono stranieri. Il calo, negli ultimi quarant'anni, è stato sempre costante - come è stato costante l'innalzamento del livello del mare: salito di 5 centimetri negli ultimi 5 anni - e non si è mai arrestato: 102mila abitanti nel '76, 84mila nell'86, 69mila nel '96. Se ne sono andati mediamente mille abitanti l'anno, con punte di mille e cinquecento, e un picco di quasi duemila raggiunto adesso: nel solo 2005 hanno lasciato la città lagunare 1.918 abitanti. Un nuovo, inquietante, campanello d'allarme. "Stiamo andando oltre il livello di guardia - dice l'assessore comunale alla casa Mara Rumiz - superato questo, Venezia non sarà più una città normale, ma si trasformerà in una mera meta turistica, e perderà il suo fascino anche per i turisti stessi".

Gli esperti di movimenti demografici prevedono che l'esodo da Venezia continuerà e le cifre aumenteranno: nei prossimi anni lo spopolamento potrebbe stabilizzarsi su una cifra leggermente superiore a quella attuale, intorno a una perdita media di 2.000-2.500 abitanti l'anno. Se sarà così, e non vi sono motivi per pensare che vada diversamente perché non si intravedono ancora segnali precisi di un'inversione di tendenza, nel 2030 lo spopolamento sarà completato, e Venezia rimarrà deserta. O meglio, vuota di abitanti ma piena di turisti. Non confortano neanche le cifre dell'intera popolazione del Comune, anch'essa in calo in tutto il territorio. Non è solo Venezia che perde abitanti, calano anche quelli delle isole dell'estuario (dai 51mila del 1966 ai 31mila di oggi) e quelli di Mestre e della terraferma: da 193mila a 176mila. In quarant'anni l'intero Comune ha perso 100mila abitanti, scendendo da 365mila a 269mila. "Pochi per la città capoluogo del Veneto e che vuol essere un punto di riferimento nazionale e internazionale per la qualità di servizi e l'offerta culturale", dice l'assessore.

Perché se l'esodo della popolazione è il male più grave di Venezia, l'emergenza più acuta, più ancora dell'invasione turistica, dell'acqua alta e del pericolo di nuove alluvioni, la prima causa che lo ha determinato è proprio il problema della casa. Non solo perché dopo l'alluvione vennero abbandonati 16mila pianiterra divenuti inabitabili, ma perché i costi delle abitazioni sono diventati insostenibili per i residenti. Oggi una casa a Venezia, in un mercato dominato da cittadini stranieri con maggiori possibilità economiche, viene venduta dai 6 agli 8mila euro al metro quadro, mentre per un appartamento di 80 metri quadri in affitto nelle zone del centro vengono chiesti in media 2mila euro al mese. Inoltre gli sfratti sono molti, e tante case diventano locande e bed & breakfast. Negli ultimi anni, secondo l'Osservatorio Casa del Comune, ce n'è stata un'autentica invasione: ben 706 appartamenti del centro storico sono stati trasformati in alloggi per turisti. Al Comune, che è proprietario di 4.839 alloggi pubblici, sono giunte quest'anno 2.835 nuove domande di cittadini veneziani che chiedono di diventare inquilini di una casa pubblica.

Ma ad accrescere le difficoltà di chi decide di rimanere a vivere a Venezia, si aggiungono la velocità del degrado delle abitazioni, gli alti costi di manutenzione di case spesso vecchie, malandate, aggredite dall'umidità, e i disagi provocati ai residenti dall'onda del turismo: dalle difficoltà per salire su un vaporetto stracarico a quelle di trovare un ristorante "normale" a prezzi normali. Se l'esodo ha spopolato e invecchiato la città (un quarto della popolazione ha più di 64 anni), l'eccesso di turismo ne ha cambiato i connotati.

Basta vedere che chiudono i negozi che segnano la vita di tutti i giorni: panettieri, macellai, fruttivendoli, droghieri, calzolai, fabbri, falegnami, sarti, merciaie. Perfino le vecchie osterie. Al loro posto aprono boutiques grandi firme, multinazionali del fast food, botteghe di paccottiglie, bancarelle di maschere di Taiwan, merletti di Burano della Cina, vetri di Murano della Romania. E la città, sempre più stravolta e invivibile, è dominata da clan rapaci di osti e affittacamere, intromettitori e battitori abusivi, gang di motoscafisti, corporazioni di gondolieri avidi e bancarellari furbi. Grida, divieti, proteste, denunce, non bastano. Ogni sera c'è una luce che si spegne e una finestra che si chiude.

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I nuovi barbari ora invadono, anzi comprano, Venezia e i Veneziani ritornano a casa dopo quasi duemila anni nelle loro campagne di Altino e d’intorni a far la guerra alle pantegane e alle zanzare tigri, al traffico caotico, alla viabilità in tilt, al tram, alla tangenziale, alle targhe alterne, alle ZTL, ai parcheggi a pagamento, alle polveri sottili, alle targhe Euro 1, 2, 3, 4, ai ladri, alle fognature che straripano, all’aumento delle superfici impermeabilizzate con milioni di metricubi di cemento da realizzare nei prossimi dieci/15 anni, ecc. RIPRENDIAMOCI VENEZIA. VENEZIA AI VENEZIANI!!! 10, 100, 1000 comitati di CITTADINI.

DI’ LA TUA cliccando QUI.

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23 gennaio 2008

Carissimo Arch. C. e carissimi aderenti al comitato.
come ben saprete sono iniziati i sopraluoghi da parte dei tecnici incaricati del comune x stimare i danni avuti. Oggi sono venuti in un mio immobile e ho scoperto come andranno liquidati i danni:
 

1) il comune provvederà a stimare il danno in base al capitolato del comune che risale all'anno
2004, e non è mai stato aggiornato, quindi i valori non sono reali al
2008 ma a ben 4 anni fa.

2)il valore stimato verrà comunicato e si
potranno fare delle osservazioni

3) il danneggiato dovra' poi
procedere ai ripristini prima di avere il rimborso e farsi fare la
fattura x i lavori eseguiti, anche se superiori a quanto stimato dal
comune in fine, ciliegina sulla torta

4) verrà rimborsato solo il 75%
del valore di stima calcolato dal comune..

QUINDI RICAPITOLANDO:

si deve fare una fattura, rimetterci l'IVA e poi il comune rimborsa solo il 75% del valore di stima..

MA STIAMO SCHERZANDO?????? CI STANNO
PRENDENDO IN GIRO???? CI PRENDONO X CRETINI???

il nostro ben amato sindaco  e filosofo CACCIARI ha dichiarato mesi orsono che i cittadini sarebbero stati rimborsati fino all'ultimo euro, a costo di VENDERE le quote della SAVE di proprietà del comune

E ORA CI RIMBORSANO IL 75%
CHIAMANDO IN CAUSA UNA LEGGE REGIONALE??

CARI AMICI...NON DOBBIAMO
ACCETTARE TALI SOPRUSI E TALI INGIUSTIZIE

LA COLPA DELL'ALLAGAMENTO è
DEL COMUNE E DEI VARI ENTI

Suggerisco di rivolgersi subito ad uno studio legale e minacciare il comune, il sindaco, i tecnici e assesori vadi di cause milionarie civili e penali..spero di avere la solidarietà di molti e per una volta...non COMPORTIAMOCI DA SUDDITI MA RIBELLIAMOCI

cordiali saluti a tutti
Arch. Marco P.

Sono perfettamente d'accordo. Ing. Ezio P.

Continuiamo ancora a pagare l'ICI, la Vesta, il Consorzio Dese Sile......?
Andrea G.
 

3 ottobre 2007

Salve, sono Luigi verardo, abito in via Caboto 25, sono già iscritto dall'anno scorso, e da agosto porto l'auto a marghera in un capannone perchè prevedevo un'altra alluvione in quanto le condizioni del territorio sono peggiorate. Esempio tutti i terreni dietro Auchan e Terraglio1 che per logica avrebbero dovuto rimanere agricoli per salvaguardare la tranquillità del megaospedale, sono stati tutti cementificati, è nata una nuova città. I milioni di m3. di acqua che venivano assorbiti dai terreni per poi scendere alla falda, ora scorrono tutti verso la laguna attraversando Mestre. E' logico che l'acqua vada seguendo la pendenza. non è altrettanto logico che la pioggia che scende dal tetto del mio condominio NON vada in canale ma venga riversata dentro le fognature per fare alcuni Km. in salita e poi essere pompata in laguna. Il canale E' SEMPRE RIMASTO ALMENO UN METRO AL DI SOTTO DELL'ACQUA FERMA IN VIA CRISPI!!. EVIDENTEMENTE SI PUNTA ALL'EMERGENZA PER POTER POI INVOCARE GRANDIOSE OPERE TIPO MOSE PER SPARTIRE APPALTI FRA GLI AMICI E COMPAGNI.
Cordiali saluti, Luigi V.
 

3 ottobre 2007

Salve sono Luigi V. , abito in via Caboto Nei giorni dell'alluvione in piazzetta Crispi sono apparsi dei cartelli di avviso dell'abbattimento di quattro tigli per motivo di salvaguardia dell'incolumità pubblica. Poichè la Forestale da me interpellata ha rinunciato a fare un sopralluogo per motivi di competenza, ho avvisato il Comune e la Vesta che desideravo conoscere il nome e la qualifica di chi ha dichiarato pericolanti i quattro alberi, che tuttavia non risultavano transennati, e che pertanto avrei fatta fare una perizia. Il giorno dopo l'alluvione sono potuto uscire di casa e gli alberi erano spariti, non si può più fare nessuna perizia. Negli stessi giorni, in via Caneve, di fronte al Pacinotti, c'è un cartello stradale inclinato, traballante, e questo sicuramente pericoloso per l'incolumità pubblica. Ho telefonato ai vigili ( a tutti i numeri in elenco) ma non rispondeva nessuno , perchè erano forse ancora in via Palazzo a presidiare. Ho telefonato all'ufficio mobilità del Comune ma non rispondeva nessuno. Ho telefonato all'assessorato e questa volta ho potuto fare la segnalazione. Il giorno dopo essendo il cartello ancora presente ho telefonato ai vigili urbani (emergenze) ho fatto la segnalazione e mi ha detto che mandavano a fare un sopralluogo. Il terzo giorno il cartello era ancora allora sono andato dalla PS. L'agente piantone mi dice di rivolgermi ai vigili perchè la competenza è loro. Per strada trovo due poliziotti di quartiere, li accompagno a vedere il cartello, e loro si incaricano di chiamare i vigili. Ho saputo che sono venuti due vigili (per ogni lavoro si pagano sempre due stipendi)hanno guardato il cartello e sono andati via. Il cartello è ancora lì, sempre pericolante perchè la crepa nel suolo dove è
infilato si sta allargando. Se il cartello sfonda il parabrezza di un'auto parcheggiata invocheremo il commissario? Si ma un commissario prefettizio che mandi il sindaco a casa. Può sempre trovare lavoro al casinò di Malta. Fine della storia. Morale : I cartelli pericolanti non c'è urgenza ne interesse a toglierli. Gli alberi vengono segati anche all'alba pur di non farsi vedere dai cittadini.
Luigi V.

3 ottobre 2007

-in vista del consiglio comunale al Taliercio,lunedi prossimo, realizzare una mostra fotografica dell'evento alluvione, cioe' collocare in pannelli opportuni le foto ingrandite del disastro.
 -chiedere un incontro ai consorzi di bonifica nel corso dei quali capire lo stato di fatto della loro operativita' (dove agiscono, che problemi hanno,quali progetti etc ) e quindi proporre di monitorare costantemente la loro attivita' attraverso la presenza di un rappresentante di mestre allagata quando si riuniscono le assemblee
-predisporre un piano dettagliato della situazione di ogni singola zona di mestre da presentare al commissario straordinario (all'indomani della sua nomina)
-predisporre un esposto alla magistratura per accertare se ci sono colpe o soggetti colpevoli o in parte colpevoli  del disastro.
  a questo proposito si veda il Gaz.dell'altro giorno a proposito di quanto accaduto a malcontenta e di come risponde l'ingegner carretta del consorzio brenta.
 
saluti e attendo una risposta a queste mie
 

2 giugno 2007

Buongiorno, mi chiamo Andrea e abito nella zona tra Via Ronchi dei Legionari, Via Tagliamento, Via Lussinpiccolo.Ho aderito anch'io al Comitato perchè è necessario che le mie piccole, personali esigenze
possano, assieme a quelle di tante altre persone, produrre la grande spinta che porti alla  risoluzione del problema "allagamenti" che ci assilla ogni volta che piove "un po' più del normale".Anche ieri è
piovuto più del solito, probabilmente più a lungo e intensamente del "normale" e ancora una volta siamo finiti sott'acqua; certo non come nell'occasione del 17 Settembre scorso ma quanto basta per causare a molte persone altri danni oltre a quelli già subiti. Tanto per dare dei numeri che rendano conto della situazione è stata la QUINTA volta da Ottobre 2005: non mi pare che si possa parlare di evento eccezionale o imprevisto.Ieri, ancora una volta sono stato, impotente, a scrutare il cielo sperando che la pioggia cessasse e l'acqua ( la fogna per essere esatti ) smettesse di salire; ancora una volta sono dovuto scappare via dal lavoro perchè l'ansia e l'angoscia di non sapere cosa stesse accadendo a casa stava diventando insopportabile; ancora una volta ho dovuto sporcarmi le mani per ascigarere le infiltrazioni di rigurgiti fognari; ancora una volta è emerso che gli interventi che devono essere fatti non sono stati eseguiti; ancora una volta abbiamo constatato che la strategia delle persone preposte a salvaguardare i nostri interessi, le nostre abitazioni è quella di "speriamo che non piova troppo".
NON SI PUO' PIU' VIVERE IN QUESTE CONDIZIONI !!
Anche adesso piove. Come si fa ad andare via di casa con serenità per seguire i propri interessi, la propria attività lavorativa, le attività quotidiane se si ha l'angoscia di ciò che potrebbe accadere; come faccio a sapere quanto piove a casa mia se sono da un'altra parte.I danni subiti potranno essere riparati ma lo stress di vivere in queste condizioni non ce lo ripaga nessuno. Chiudo con un'ultima considerazione: nella mia zona sono stati ultimati "indispensabili" lavori di rifacimento di marciapiedi che portano in tangenziale e altri lavori che di certo abbelliscono il quartiere ma che, sinceramente, non mi pare siano prioritari rispetto all'urgente e indifferibile esigenza di riordinare il sistema fognario di questa zona; quando poi leggi o senti degli incredibili motivi che portano al collasso le nostre fognature viene da chiedersi come i responsabili istituzionali non si vergognino del loro operato e perchè non si attivino immediatamente per rimediare. Credo che il tempo delle promesse sia abbondantemente scaduto.
Cordiali saluti
A. M.

1 giugno 2007

Vi comunico che il comune di Venezia ha stanziato 400.000 euro per
consulenze a professionisti per l'assetto del territorio.
Avviso pubblico per la selezione di professionisti finalizzata
all'affidamento di incarichi professionali specialistici inerenti alla
formazione del piano di assetto del territorio (p.a.t.)
troverete il bando nel sito del comune
all'indirizzo: www.comune.venezia.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/8503
Evidentemente ci sono sempre soldi per rifare progetti che non saranno
eseguiti per mancanza di fondi.
Cordiali saluti.

PS propongo che tutti gli indirizzi  dei cittadini allagati venga scritto
citta:Venezia, località 30173 Mestresenzafogne.(oppure Mestreallagata)
 

22 aprile 2007
"Far e disfar xe tuto un lavorar" ATTO II°
E chi paga?
Paga Pantalon

9 maggio 2007

Egregio signor Sindaco,

in qualità di Presidente del Comitato 17 settembre - Mestre allagata, in questi ultimi tempi ho avuto modo di dialogare e conoscere molti rappresentanti di diversi comitati della terraferma e del Centro Storico. Tra questi ho aperto un dialogo con gli amici del Comitato di Salute Pubblica a Venezia.

Ieri sera mi è giunta una Newsletter che mi ha lasciato senza parole soprattutto per il fatto che conosco molto bene il gondoliere Dante in quanto ho necessità di traghettare spesso a San Tomà e quando non traghetto sono sui loro pontili a godermi della vista del Canal Grande.

Quante volte ho passeggiato lungo la fondamenta e quante volte mi sono attardato a guardare l'albero di alloro che con la sua chioma ombreggia il rio. Quante volte mi sono fermato a chiacchierare con i miei amici proprio vicino al ponte mentre lievi aliti di vento mi rinfrescavano il volto accaldato, quante volte ho sostato sul muricciolo a guardare tra le trasparenze del rio tra le sfumature i grossi cefali che si sono stabiliti da anni in quella zona. Se penso che quel pezzo di pietra poteva finire sulla mia testa o sulla testa di un bambino o di una mamma o di qualche turista orientale o tedesco mentre era in religiosa attesa di salire in gondola per un giro sul Canal Grande. Questa mattina ho guardato il vecchio stupendo palazzo e mi sono chiesto quanti pezzi di pietra sono già staccati e aspettano di cadere, quanti fregi sono pronti per cadere dal primo piano o dal secondo piano o dal terzo piano o dalle soffitte. Quanti quintali di pietra si stanno staccando dalla facciata e cadranno a terra rovinosamente nei prossimi giorni, nelle prossime settimane e quanti passanti finiranno colpiti come un gioco nella fondamenta del traghetto di San Tomà. Spero che questo non accada, ma per essere sicuri che non accada è bene mettere in sicurezza la facciata del vecchio palazzo. I vigili del fuoco devono controllare pezzo per pezzo tutto il rivestimento lapideo, le volute, i barbacani, le chiavi di volta, i poggioli, le colonnine, ecc. La proprietà deve provvedere a restaurare e mettere in sicurezza tutte le facciate che sono prospicenti la viabilità pubblica. Non possiamo mettere a repentaglio la vita dei cittadini e dei turisti e lei sa quante persone transitano in quella zona per utilizzare il traghetto tutti i giorni. Quel vecchio meraviglioso palazzo, ha bisogno di rifarsi il trucco, non possiamo star a guardare che giorno dopo giorno si trasformi in un mucchietto di polvere biancastra frammista a polvere rossastra dei mattoni. Mi si stringe il cuore quando vedo incuria, abbandono, e affitti altissimi.

La ringrazio per l'attenzione e le porgo molti cordiali saluti.
 

9 maggio 2007

Conosco Dante il gondoliere miracolato e passo spesso davanti al palazzo in questione. Migliaia di cittadini, soprattutto della terraferma, passano ogni giorno il traghetto di San Tomà. Quel marmo che si è staccato all'improvviso avrebbe potuto cadere sulla mia testa o sulla testa di un Mestrino o su quella di un bambino inglese, francese o americano o su una testa qualunque uccedendo l'ignaro malcapitato. La fortuna ha voluto che la pietra abbia sfiorato la spalla di Dante un gondoliere pittore simpaticissimo e per fortuna non ha creato feriti. Ma la prossima volta a chi toccherà? Venezia è in uno stato di abbandono, Mestre è in uno stato di abbandono, tutto il Comune di Venezia è abbandonato a se stesso e pochi se ne accorgono. Dobbiamo riprenderci la città, dobbiamo riprenderci il Comune. Ma i nostri soldi delle tasse dove vanno a finire? BASTA! BASTA! BASTA! 

Luciano Callegaro
The Venice Public Health Committee / Comitato di Salute Pubblica a Venezia

The Public Health Committee in Venice
Comitato di Salute Pubblica a Venezia
Newsletter Testo Italiano English Text Aviso in Venessian

Venezia, 8 maggio 2007

Testo Italiano

Gondoliere miracolato, Venezia ancora no.

Dante è un uomo fortunato. Solido, ilare, servizievole, maestro riconosciuto nel recuperare i più disparati oggetti, anche se piccolissimi, caduti in canale a turisti e locali.
Forse per questa sua buona condotta un angelo speciale lo ha tenuto dieci centimetri più in là di quello che poteva essere il suo ultimo appuntamento.

Pioveva, ma Dante ancora indossava la muta da sub usata per recuperare un paio d'occhiali caduti in aqua a un bambino. Era bagnato, quindi non ha persorso la fondamenta del traghetto di San Tomà tenendosi rasente al muro, sotto il riparo dei poggioli del Palazzo. Magari ha pensato: mi sciacquo dal salso: la tuta con la pioggia e la bocca con una birretta.

Mentre si affretta a raggiungere gli amici già avviati verso il bar, a mezza fondamenta, come una pacca sulla spalla, ma non c'è nessuno dietro di lui; a terra una voluta di barbacane in marmo gessificato di forse dieci chili. Sulla spalla della muta appena uno striscio bianco, come un segno di gessetto alla lavagna.

All'orafo Carraro non era andata così bene, qualche anno or sono a San Teodoro. Lui il barbacane in caduta libera lo colse al volo, e al capo, mentre correva per non tardare a un appuntamento. Ma l'appuntamento non era dove lui pensava. La morte aveva posto la sua prelazione.

Non sono eventi casuali, ma avvertimenti del caso. L'intera città si sta sgretolando sotto l'incuria, l'incapacità e l'avidità dei partiti. I Veneziani devono ritrovarsi tali sopra ogni parte, categoria e fazione. O perderanno la loro città, bollati dal mondo intero come figli indegni per i secoli a venire.

 
Il luogo
di distacco della voluta di bracciolo che ha sfiorato Dante.
Dinamica

L'acqua piovana ha potuto infiltrarsi nel corpo della pietra grazie alla profonda erosione delle vene di calcite (frecce bianche) causata dall'eccesso di fumi sulfurei emessi nell'atmosfera umida di Venezia.

Raggiunto il perno in ferro di ancoraggio del bracciolo alla facciata, l'acqua piovana acidificata ne ha prodotto l'ossidazione e salificazione, con il connesso aumento di volume e la conseguente frattura della sede in pietra.

Tutta la parte ornamentale
aggettante del maestoso palazzo denuncia gravi condizioni di distacco (frecce bianche) e sgretolamento (frecce rosse)
Né si può dire meglio
della muratura alla base...
... o della pietra d'Istria

 

6 maggio 2007

Egregio signor SINDACO,

le trasmetto in allegato quattro fotografie che ho scattato casualmente ieri sera 5 maggio alle ore 18 circa in Viale Amerigo Vespucci. Come potrà constatare dopo 24 ore dall'acquazzone del 4 maggio 2007 il tombino di Viale Vespucci fotografato è completamente intasato e non aveva ancora assorbito totalmente l'acqua piovana, ancora stamattina alle ore 9 era nelle stesse condizioni. A distanza di sette mesi la Vesta non ha ancora provveduto alla completa manutenzione e pulizia della rete fognaria che il 17 settembre 2006 ha interessato, allagandole di fognatura, moltissime vie di Mestre Centro e delle Municipalità periferiche, ivi compreso il Viale Amerigo Vespucci (la strada allora non è finita sott'acqua, ma molte case si alle quali sono stati procurati ingentissimi danni). Non voglio entrare nel merito dell'organizzazione della Vesta, ma se questa società non riesce a mantenere i propri impegni assunti nei confronti dell'Amministrazione Comunale e dei Cittadini tutti, forse per mancanza di personale e di mezzi operativi, allora non sarebbe male che alcuni lavori importanti, come la manutenzione della rete fognaria, vengano appaltati ed assegnati ad altre ditte meglio organizzate.

Tra l'altro ho provveduto ad informare l'assessore Simionato, che mi legge per conoscenza, dove potrebbe trovarsi la criticità della fognatura di Viale Vespucci.

In attesa di un suo cortese cenno di riscontro le porgo molti distinti saluti.
 
Comitato 17 settembre - Mestre allagata
Luciano Callegaro    

24 aprile 2007

E-mail inviata all'ASSESSORE AL DECORO

 Buongiorno.

    Leggo che avete avviato "La Settimana del Decoro".

    Bene, bravi, bis! (per quanto che il decoro dovrebbe essere un'operazione di consuetudine quotidiana). 

    Nulla da ridire, l'intenzione è lodevole, se non fosse che i cittadini di Mestre e dintorni sono stufi di essere allagati dai rigurgiti fognari che ad ogni precipitazione un po' robusta allagano parecchie, e vaste, zone del territorio di terraferma comunale. Ho avuto l'occasione di vedere i vostri manifesti plurilingue in cui l' ASSESSORATO AL DECORO  esorta la cittadinanza con la frase "CIASCUNO DEVE RISPETTARE MESTRE E LA TERRAFERMA VENEZIANA".  Nuovi insediamenti, aumento dell'urbanizzazione, aumento delle aree impermeabilizzate ed altro, insistono su una rete fognaria di terraferma fatiscente e sottodimensionata - se non in alcune aree addirittura sconosciuta alle mappe - che abbisogna di una revisione totale per essere adeguata al bisogno attuale e, ancor più, al prossimo futuro

   .    Cosa c'entra il decoro? C'entra sì, perché non credo sia positivo al cittadino ed al turista trovarsi a mollo nella fogna. Non è né decoroso per i residenti né promozionale per la città.

    Per di più, quando il liquame si ritira, rimane uno strato di fanghi altamente settici all'interno di abitazioni, garage, scantinati, giardini, orti privati o altro situato a livello suolo e su strade, marciapiedi, giardini pubblici e altre superfici pedonabili che non vengono lavate, disinfettate e dalle quali, con le scarpe, si portano in casa regalini come salmonella, tifo, dissenteria e altre amenità del genere. I cittadini allagati, infognati ed arrabbiati, si sono uniti in un comitato spontaneo denominato COMITATO ALLAGATI TERRAFERMA VENEZIANA  forte di circa 3.000 famiglie firmatarie per 10.000 cittadini stimabili - prego vedere interessante sito internet: www.mestreallagata.altervista.org - e finalmente, dopo una lunga e dura battaglia mediatica, in data 17 u.s., sono stati ricevuti dal Sindaco e dall'Assessore LL.PP., ai quali hanno chiesto interventi urgenti  per un' OPERA PRIORITARIA DI INTERESSE PUBBLICO che non dev'essere ostacolata, ritardata o rinviata per nessun motivo, né economico né politico.Per la verità le risposte sono state positive ma, tra il dire e il fare, ci possono essere ostacoli di varia natura, economici, procedurali o tecnici.Porto allora a conoscenza quanto sopra a Lei, cortese Assessore al Decoro della Città, con la rispettosa richiesta di un Suo utile intervento di sostegno, di sollecito e di attenzione, anche agli sviluppi a venire, presso il Sindaco e l'Assessorato competente.  

20 aprile 2007

ALLAGAMENTI MESTRE

Il comitato allagati di Mestre che, costituendo un raggruppamento di ben otto dei comitati preesestenti, rappresenta ora una grande forza della quale bisogna tener conto, ha avuto modo di esporre direttamente al Sindaco le sue giuste richieste di risoluzione del grave problema in oggetto.
L'articolo " Ancora forte il rischio allagamenti " sul Gazzettino del 19 c.m., " nel descrivere tale incontro, riporta, tra l'altro, che una delle cause degli allagamenti che troppo frequentemente interessano gli abitati di Mestre sarebbe da attribuirsi al fatto che " non sono ancora completate le opere previste nel progetto generale della
fognatura redatto nel lontano 1991 " ed ancora " se tali lavori fossero stati realizzati molto probabilmente non avremmo subito i danni ..." Vorrei far notare una grande contraddizione: come si può oggi, con le notevoli cementificazioni del territorio già attuate e con quelle di imminente esecuzione, far affidamento su un progetto generale della fognatura che fissa la strategia fognaria basandosi su di un assetto urbanistico antecedente il 1991 e quindi totalmente al di fuori della odierna realtà di Mestre?.
La verità è un'altra: anche se tutte le opere fognarie del progetto generale di cui sopra ed anche quelle del piano delle acque ora tanto sbandierato fossero con un colpo di bacchetta magica subito e tutte eseguite, molte aree abitate non si salverebbero comunque dai continui allagamenti. Lo hanno confermato i tecnici Vesta nelle riunioni sul "Piano delle acque" che hanno tenuto nelle varie Municipalità e dove
hanno fatto chiaramente intendere come la fognatura di Mestre sia un mostro per lo più sconosciuto (si stanno facendo solo adesso adeguati rilievi per definirne la consistenza ed il funzionamento reali anche tramite modelli matematici non ancora pronti), un mostro il cui ventre, sicuramente sottodimensionato anche per ricevere le sole acque reflue, è invece costretto ad accogliere in più enormi e sconosciute portate d'acqua che sono invece di pertinenza del sistema di bonifica. Si tratta di volumi liquidi assolutamente imprevisti ed imprevedibili, che sconvolgono il funzionamento dell' intero sistema di sgrondo fognario provocando i danni che tutti conosciamo. Tutto ciò per non parlare anche degli errori macroscopici dell'elaborato stesso come ad
esempio del voler mandare le acque della Gazzera bassa verso nord cioè in contropendenza rispetto al suolo. Altro che completamento delle opere già in progetto di cui parla il Gazzettino!. Qui è necessario abbandonare il vecchio e sorpassato progetto della fognatura ed adottare strategie nuove adatte alla situazione attuale ed a quella di previsione. E' evidente che coloro che ne hanno avuto e ne hanno la responsabilità non vogliono o non possono adottare tale diversa strategia perché in caso contrario la avrebbero intrapresa anni or sono al primo ripetersi ossessivo degli
allagamenti. Vista la situazione sussiste, a mio avviso, una sola possibilità : quella dell'intervento di un ente di provata capacità e volontà che eseguisse dall'esterno il controllo della strategia fognaria generale e ne imponesse un sostanziale cambiamento di rotta. E' una decisione difficile ma alla quale si dovrà necessariamente
arrivare a causa del sistematico ripetersi degli allagamenti delle
nostre case cui finora non si intravede rimedio.

Marcello M.

18 aprile 2007

Come ciittadino vi faccio i caldi complimenti per il lavoro che state svolgendo.Credo che finalmente a Mestre ci sia un punto d'incontro.Volevo sottolineare alla lettera che sulla voce fognature c'è qualcosa che non vogliono dire i responsabili del settore.Poichè le condotte fognarie di nuova istallazione(mi riferisco a quelle di via Tevere)non sono riuscite a smaltire le acque reflue assieme alle pluviali ciò significa che l'errore è in fatto sulla progettazione dell'area coinvolta.

Ringraziandovi vi saluto
 
    G.Paolo   

30 Marzo 2007

Salve.Sono gianpaolo.ho assistito al dibattito su TeleVenezia sul problema dell'acqua a Mestre.Voglio

ringraziarvi per quello che state facendo per un problema che tutti hanno schivato e che Mestre ha sempre sofferto.Condivido con voi che le opere sin d'ora eseguite,mi riferisco alla rete fognria sono già dichiarate superate,e sono appena state terminate.se ho ben capito alla prima pioggia dovrò mettermi gli stivali ed acqistare una nuova pompa per lo svuotamento. vi ringrazio nuovamente
 gianpaolo

 

18 marzo 2007

Al Comitato 17 Settembre Mestre allagata.

Vi rendo partecipi delle mie riflessioni fatte durante e dopo la pubblica assemblea del 14 Marzo u.s.

Nel corso dell’assemblea ho percepito distintamente le finalità e gli obiettivi dell’incontro.

Ho notato che i conduttori, politici e tecnici,si sono impegnati a:

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comunicare alla Cittadinanza che la Municipalità non trascura i disagi dei cittadini legati al problema della gestione del territorio infatti: attiva l’Assessore (Simionato) su due fronti il piano territoriale delle acque e il riassetto del territorio;

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comunicare l’efficacia della pianificazione del Municipio con la presentazione del lavoro del Consorzio Dese – Sile: un buon master plan aziendale, efficace e moderno;

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comunicare l’efficienza della municipalità con il rapido rimborso dei danni causati dall’allagamento agli aventi diritto;

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comunicare lo “spirito di squadra” con cui il Municipio affronterà le difficoltose vie che portano al riassetto del territorio;

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annunciare “la vicinanza al Cittadino” con l’apertura di uno “sportello dedicato” in sede Consorzio Dese –Sile.

Insomma gli attori presenti sulla scena hanno fatto la loro parte. Tutti tranne uno: il rappresentante di Vesta.

Vesta, seppur sollecitata ad intervenire (dal sig. Di Bari) glissa, si confonde all’interno dell’attività del Consorzio. Tutti si sforzano ad assicurare che il lavoro sarà di squadra (municipalizzata e consorzi: potrebbe nascere conflitto perché le missioni delle due aziende non sono così simili).

Queste le finalità da me percepite.

Obiettivi, che mi appaiono sottesi a tali finalità, possono essere:

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tenere su Vesta un basso profilo (meno appare meno risposte deve dare ai cittadini);

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tenere , politicamente tranquille i Cittadini (stiamo studiando il problema, qualche cosa abbiamo fatto, faremo dell’altro);

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personalizzare la problematiche , vedi sportello per il pubblico, facendone perdere la rilevanza sociale.

Voglio inviarvi queste riflessioni perché in loro vedo la fine, non dei problemi, ma dei comitati come sintesi dei diversi disagi dei cittadine, singole posizioni che diventano aggregandosi , diventano un fatto collettivo pubblico e politicamente rilevante. Singolarmente, allo sportello, diventa un caso socialmente di scarsa priorità.

“Dividi e vinci” vale anche in questo caso, è sempre la migliore strategia.

Per essere chiaro : se un abitante di via Crispi , strada dotata di una fognatura abbastanza recente, si reca allo sportello del Consorzio per sapere il motivo cui siamo stati invasi da minimo 30 centimetri di fognatura, dovrà attendere che problemi prioritariamente importanti siano risolti.

La Cittadinanza aggregata e coordinata è un problema politico prioritario.

Se queste mie righe suscitano qualche interesse collettivo, propongo che i comitati della città s’incontrino per valutare le azioni comuni atte a tenere vivo l’interesse sul problema.

Chiedo la cortesia di divulgare questi pensieri.

Saluti. Flavio

 

    
4 marzo 2007
"Far e disfar xe tuto un lavorar" 
E chi paga!?!
Mentre per le fognature della terraferma non ci sono mai stati soldi per anni
 
 
 
   
SENTI DA CHE PULPITO...
14 marzo 2007

Assemblea pubblica di oggi 14.03.2007 in Via Palazzo n. 1.
Per l'ennesima volta saranno illustrati in dettaglio l'operato ed i
programmi dei Consorzi di Bonifica ed di quello Dese-Sile in
particolare mentre si parlerà pochissimo della fognatura comunale come
se da essa non dipendessero molte delle alluvioni. Bisognerebbe
chiedere perchè Vesta non illustra con schemi, disegni, tabelle ed
elementi ufficiali simili a quelli del Consorzio, quali sono i suoi
programmi. Senza una coordinazione di tutti gli interventi, fognatura
compresa, il problema alluvione mon sarà mai risolto.
Detti elementi sono stati chiesti dal sottoscritto più e più volte,
sia direttamente all'Ass. Simionato, sia alla Municipalità  di
Chirignago  nelle varie assemblee pubbliche e sia tramite il
Gazzettino senza ottenere nulla. Invece si continua a parlare solo del
Consorzio di Bonifica.
Marcello
 

26 febbraio 2007

Egregio dottor Ferrucci,

ho acquistato casualmente Il Gazzettino Illustrato n. 2 - Febbraio 2007 ed ho letto il suo articolo "MESTRE, DA CITTA'-DORMITORIO A CITTA' VERA". Le dirò che l'ho letto un paio di volte e su alcuni passaggi mi sono soffermato con attenzione. Sono entrato nel suo sito ed ho letto che lei è nato nel 1960. Quando lei nasceva io avevo quasi finito le superiori e mi apprestavo a lavorare. Era un periodo in cui bastava dire sono qua e un posto in fabbrica non te lo negava nessuno e se poi dicevi che avevi il diploma di Maestro d'Arte si aprivano centinaia di porte. Ho avuto la possibilità di scegliere il mio posto di lavoro e l'ho scelto vincendo un concorso nazionale.Io non vedo poi in Mestre questa nuova città come la vede lei. Nessuno si è ribellato alla città-dormitorio e nessuno ha fatto nulla per dare un volto nuovo a Mestre (e lascio perdere di prendere in considerazione la nuova piazza, la scala della torre, la scala antincendio del municipio battezzata da qualcuno "sputnik" costruita proprio a due passi da uno dei pezzi unici della città, la chiesa di San Girolamo, le sculture di Piazzale Sicilia, la pavimentazione di Via Palazzo, ecc. La città è quella del PRG del dopo 1961 e con la legge ponte sono stati costruiti i più bestiali palazzi di Mestre, l'impianto della città è quello di un PRG fatto durante l'epoca fascista (se non sbaglio 1936). Nel dopoguerra bisognava costruire palazzi per far dormire 500.000 persone (e non è un numero a caso) perchè Porto Marghera aveva bisogno di manodopera, così nasceva la Seconda Zona Industriale e contestualmente si gettavano le fondazioni per la terza Zona industriale (senza pensare che ci volevano anche le strade) riempiendo la laguna di materiale di diporto di qualsiasi tipo che ora bisognerebbe portare da un'altra parte. Ho avuto modo nel 1965 di mettere mano alla suddivisione delle aree della Terza Zona ed ho letto i nomi dei prenotatari (FIAT, Pirelli, ENEL, ecc.). Non voglio soffermarmi oltre poichè non voglio parlare di Marghera e della sua Zona Industriale, c'erano quarantaquattromila lavoratori che riempivano giorno e notte con biciclette, motorini, moto e qualche cinquecento tutte le strade possibili e impossibili, d'estate e d'inverno, sotto il sole e sotto la pioggia, con il caldo e con il freddo gelido, che respiravano di tutto e non c'era fabbrica che non facesse orario continuato 24 ore su 24. Voglio invece entrare nel merito del suo articolo quando affronta la quotidianità dei pensionati e delle mamme, o meglio le nonne, con i bambini in piazza a fare un po' di spesa al mercato per risparmiare qualcosa, a dare una briciola ai quattro colombi che affollano la fontana. Poi la piazza si svuota e come d'incanto si sovrappone la vecchia Piazza quella degli anni settanta (e qui trovo nelle sue descrizioni molte lacune ed inesatezze, molto probabilmente perchè lei era un piccolo bambino e certe cose non le ha vissute e le ha solo sentite dire). Io, come tanti altri, sono un po' la memoria storica di quegli anni. In Piazza (Erminio) Ferretto (oggi qualcuno crede che Ferretto sia un musicista o un pittore, qualche altro crede che Ferretto sia un piccolo oggetto di ferro, ho fatto un sondaggio tra la gente che vive studia e lavora a Mestre, 9/10 non hanno saputo dirmi che era Ferretto o meglio chi era Erminio Ferretto), in quegli anni vi erano parecchi bar e pasticcerie che prosperavano. Nel cuore della Piazza lato chiesa vi era il Bar Giacomuzzi dove si radunavano "i mejo" tutti i ragazzi e le ragazze che non abitavano nel centro o che abitavano nelle frazioni (ed eravamo la maggioranza ed eravamo molti) avevamo in compenso solo piccole automobili come le cinquecento, le topolino, le seicento e qualche millecento e il gruppo non aveva matrice politica, vi era poi il bar gelateria Fontanella frequentato dall'elite dei giovani, quelli con le decapottabili rosse o con le Porsche (i figli di papà), sempre su questo lato della piazza vi era la Pasticceria Marini frequentatissima alla domenica mattina da quelli che uscivano da messa per un caffè o per un cappuccino abbinato ad una pastina appena sfornata dall'aroma e dal gusto delicato. Più avanti vi era un altro piccolo bar con tabaccheria frequentato da alcuni miei amici che avevano un piccolo club privato proprio accanto al bar al primo piano, poi prima della libreria Moderna altra famosa pasticceria frequentata soprattutto durante la settimana dalle signore bene, più avanti ancora dopo la cartoleria Baessato il Borsetta, ma questo è un altro discorso. Dall'altro lato della Piazza vi era il Bar Italia, trasferito poi in calle a pochi metri di distanza causa demolizione e ricostruzione, il Bar Sport (frequentato da simpatizzanti e militanti del MSI - Movimento Sociale Italiano), poi più avanti un Caffè con vendita di macinato e in grano, poi la Trattoria ai Veterani e ancora Il bar Commercio, vicino al cinema Excelsior un piccolo bar con la specialità del "castagnaccio". Tranne il Bar Sport che era frequentato da molti della destra, negli altri esercizi non vi erano "compagnie" con marchiature politiche. Avevamo soldi in tasca, l'automobile piccola o grande, nuova o sgangherata, un posto sempre a nostra disposizione in un locale di Jesolo e pensavamo a fare i giovani. Poi si cresce ci si sposa, si entra anche in politica. Ho fatto politica per molti anni, bene o male non so, so solo che certi spazi in centro a Mestre esistono ancora grazie alle mie convinzioni. Parliamo invece del Centro Candiani (Gigi Candiani è stato un grande pittore, un maestro della pittura veneta, abitava a due passi da casa mia e frequentavo la sua casa) e come è nata l'idea di quella mostruosità. Ecco i fatti. La Banca Popolare di Novara (credo si chiamasse così) aveva una propria sede in Piazza Ferretto vicino al Cinema Excelsior. Si trasferì in altra sede ed abbandonò quell'immobile per destinarlo ad altri usi o per venderlo. Una bella mattina d'inverno un grande striscione apparve sulla facciata dell'ex Banca con la scritta "PALAZZO D'INVERNO". Dei giovani erano entrati abusivamente ed avevano occupato l'immobile. La proprietà chiese ai giovani di sgomberare e non avendo ottenuto risposta volle far intervenire la forza pubblica. Il Sindaco di allora evitò l'intervento della forza pubblica e trattò con i ragazzi (mi dicono che a capo del gruppo ci fosse allora il giovane Bettin, ma non lo posso giurare in quanto non ho notizie dirette) e si impegno a realizzare nel Piazzale Venezia (poi Gigi Candiani) un centro polivalente a disposizione dei giovani, trasferendo il parcheggio di superficie in un parcheggio sotteraneo. Con quell'impegno i giovani sgomberarono, non vi furono violenze e denunce di nessun genere. La giunta di sinistra deliberò in merito e dette l'incarico ad un noto studio di architettura. Gli architetti, bravi e famosi, visitarono alcune città del nord Europa per farsi un'idea dei centri socio-culturale costruiti per i giovani. Partorirono quel colosso "brutto e contorto dentro e fuori" facendo demolire La Vida, antica osteria-trattoria di Mestre. I soldi non c'erano e si finanziò il progetto un po' alla volta. Comunque il Centro Culturale Candiani non è un "emblema del socialismo rampante che da Milano ha sfiorato come un riverbero anche Mestre". Quel colosso brutto e contorto dentro e fuori è stato voluto per accontetare la protesta giovanile e non certo per dare a Mestre un esempio di architettura che esempio non è. Il Calice poi è un'invenzione recente e si è insinuato ove prima vi era un antico studio e negozio fotografico. La Mestre che ho vissuto io, la Mestre-dormitorio quella aperta ai veneziani che snobbavano la campagna, quella aperta ai meridionali che dopo il militare si fermavano qui a lavorare, quella aperta ai toscani, ai siciliani, ai baresi era una Mestre che viveva perchè i giovani erano disponibili, sempre con il cuore in mano, studenti tra lavoratori, operai tra gli impiegati, tecnici tra gli agricoltori, che guardavano avanti e pensavano comunque ad un domani migliore che non poteva mancare. La Mestre che invece dice lei, quella dei Bettin e dei Zorzetto, è la Mestre che può trovare su internet www.mestreallagata.altervista.org dove un semplice acquazzone ha messo in ginocchio mezzo territtorio il 17 settembre allagandoci di liquami fognari, dove il nuovo PRG approvato a maggio 2006 permetterà di costruire milioni di metricubi di cemento e farà far fagotto ad altri 20.000 veneziani che fuggiranno da Venezia che in questi ultimi vent'anni è diventata invivibile. Impermeabilizzeranno prossimamente altri 10 chilometri quadrati di territorio, mentre a tutt'oggi il 3% della fognatura non è ancora stata costruita. Il Direttore del Consorzio Dese-Sile ha detto, per quanto riguarda le acque di superficie, che la "situazione non è difficile ma drammatica", mentre per quanto riguarda la rete fognaria la situazione non è descrivibile. Gli impianti di sollevamento non sono sufficenti e lavorano al 50%, si è rotta una pompa e non ci sono i soldi per ripararla o per sostituirla, la Vesta non ha i soldi per far la manutenzione ai pozzetti stradali per cui interviene solo se chiamata, tutti i pozzetti della terraferma sono colmi di terriccio e rifiuti. Lo scolmatore non è più sufficente, non ci sono vasche di espansione a monte e il prossimo acquazzone se sarà di 200 mm innonderà anche il Centro Culturale Candiani. Non è certo una Mestre degna di essere chiamata città, anche se a dirigere il Centro Culturale candiani è il dott. Roberto Ellero, quella che lascieremo a lei e ai nostri figli. Lascieremo una città che è destinata a finire peggio di Venezia, Venezia va sottoacqua con l'acqua alta, Mestre va sotto la m.... . Comunque se ha voglia di scrivere qualcosa sugli anni '50, '60, '70 potrei benissimo esserle d'aiuto in quanto ho ancora una buona memoria.

La saluto cordialmente e porgo molti cordiali saluti.

 
Luciano Callegaro  

 

26 febbraio 2007

Egregio dottor Ferrucci,

la toglieremo senz'altro dall'elenco dei giornalisti a cui inviamo le nostre documentazioni, mi scuso con lei se l'ho disturbata, comunque sappia che non era mia intenzione provocarle dei disagi. Pensavo che come giornalista e scrittore fosse interessato alle cose della nostra terraferma, di come viene gestita la cosa pubblica e di come vengono trattati i suoi cittadini e non solo i mestrini, ma anche i veneziani. Sembra che siano più importanti i turisti che portano lerciume e confusione piuttosto i residenti che devono fare chilometri per comperare il pane e il latte. Mi interessa avere una risposta alla mia lettera che le ho inviato a suo tempo e che non mi ha ancora risposto. Eventualmente se non ha tempo per rispondermi non importa, sono una persona che capisce, per cui capirò.

Ancora scusa e molti cordiali saluti. (è cancellato dalla nostra lista dei giornalisti).

Luciano Callegaro

 

Dopo la casa di cura Villa Tevere l'ULSS 12 Veneziana ha messo all'asta l'ospedale civile di Mestre Umberto I. Il 2 aprile 2007 verranno aperte le buste delle offerte. L'ospedale consta di più lotti per complessivi mc 190.000 circa. Dedotta la volumetria di possibi gallerie, ristoranti, pizzerie, negozi, e quant'altro per circa 10.000 metri quadrati al piano terra il rimanente volume può permettere la realizzazione di circa 500/550 nuovi alloggi delle dimensioni di circa 55/95 metri quadrati netti per un insediamento di circa 1.700/2.000 persone.

Non voglio fare polemica, ma tra i molti immobili disponibili a Mestre, le costruzioni in essere un po' in tutti i quartieri (vedi i cantieri della Bissuola, di Favaro, di Mestre es. il palazzone ex ENEL di Corso del Popolo, i grattacieli di Viale Vespucci, le palazzine di Via Manin, ecc.) c'era proprio bisogno che la variante al PRG, approvata l'anno scorso, prevedesse una super enorme colata di cemento sulle nostre campagne? IO DICO DI NO!

Luciano Callegaro

 

Egregio signor Sindaco,

capisco i tantissimi impegni che una città come la mia cara Venezia comporta, capisco che la macchina comunale è difficile da manovrare e da gestire, capisco che bisogna tener fede al mantenimento delle tradizioni folkloristiche secolari, ma a mio avviso dovrebbe farsi carico, con una certa sollecitudine, della situazione della rete fognaria della terraferma e della rete delle acque di superficie. Si continua a costruire case, palazzi e grattacieli, si continua a costruire edifici commerciali in diverse zone della periferia di Mestre, si continua a impermeabilizzare chilometri quadrati di territorio costruendo parcheggi, strade e rotonde per accedere in questi mega negozi. Avete approvato l'anno scorso la variante al PRG che prevede l'insediamento di nuovi 27.000 cittadini (che poi a conti fatti saranno 40.000), che andremo a rubare a Venezia per tantissimi motivi che immagino lei conosca. Sa quanti alloggi ci sono a Mestre in vendita? Tanti. Sa che sono stati messi in vendita Villa Tevere e l'ospedale di Mestre Umberto I? Quanti alloggi potranno ricavare da qualla massa enorme di volume? Tantissimi. Sa che il 3 per cento del territtorio non è servito dalla fognatura?  Prima di dire ancora si a nuove costruzioni, a nuove strade e parcheggi, prima di dire si a nuove colate di cemento mettiamo a posto la rete fognaria sotteranea e la rete idrica di superficie ed adeguiamole seriamente ad una citta futura (parlo della terraferma veneziana) di 250.000 abitanti. Il Direttore del Consorzio Dese-Sile nella riunione della IV commissione del 30 novembre 2006 ha dichiarato che la situazione non è pericolosa, ma DRAMMATICA! Qui rischiamo ad ogni acquazzone di finire allagati dalla fognatura comunale e per giunta chi di dovere non si è preoccupato il 18 settembre di lavare e disinfettare le strade dai residui di liquiami che si erano depositati sulle strade, sui marciapiedi, sull'erba dei giardini. Chi non è stato allagato calpestando il suolo stradale si è portato in casa la sua parte di fogna.

Se desidera saperne di più visiti il nostro sito: www.mestreallagata.altervista.org .

La ringrazio per l'attenzione e le porgo molti cordiali saluti.

Luciano Callegaro

 

INVIATA 10 febbraio 2007

Detto cinese importato da anonimo veneziano:

Cossa ocore che ti cori se no ocore che ti cori. Cori co' ocore che ti cori! (Cori co' ocore che ti cori, per qualcuno mai!)

 

INVIATA 9 febbraio

Caro Presidente Venturini,

a seguito degli eventi disastrosi del 17 settembre, le municipalità di Marghera, Chirignago, Favaro hanno indetto delle riunioni con la cittadinanza per discutere sul da farsi e per prendere posizione in merito all'innondazione della terraferma veneziana da parte della fognatura comunale. La municipalità di Mestre Centro, nonostante le mie numerose richieste, in questa occasione è stata latitante come se il fatto non fosse accaduto. Il Sindaco ha partecipato mercoledì sera alla riunione di Favaro ed ha ascoltato i cittadini di quella municipalità. Mestre Centro non starà per caso aspettando la prossima innondazione di fognatura per fare un'unica riunione? Siamo già sette comitati e un ottavo si aggregherà tra poco, contiamo circa più di 2000 famiglie e puntiamo per la fine del 2007 di averne iscritte almeno 5000 (tenga presente che oltre alle innondazioni la gente spera che si faccia qualcosa contro le zanzare, i ratti, il traffico caotico, il tram che non si è ancora capito quali benefici porterà quando sarà portato a termine se sarà portato a termine, la pulizia delle strade, la manutenzione della rete fognaria e della rete idrica di superficie a tal proposito un paio di chilometri dell'argine dell'Osellino dalla parte del PEEP di Bissuola alla prossima piena rischia di rompere ed allagare i residenti di quel rione, contro la variante del PRG che prevede 4/5 milioni di metricubi di edifici residenziali da costruire il che vuol dire impermeabilizzare almeno 8/10 chilometri quadrati di campagna che attualmente quando piove trattiene l'acqua piovana e non finisce nella fognatura comunale, contro l'esodo dei veneziani che sono costretti a trovar casa non a Mestre, ma nei comuni vicini, e per mille altri motivi che credo lei conosca). Come portavoce del Comitato 17 settembre - Mestre allagata, aspetto sempre che lei convochi il nostro esecutivo, magari di sera dopo cena, poichè la gente lavora, per sentire i nostri problemi e che lei, quale Presidente della Municipalità di Mestre, prenda posizione. qualunque essa sia non ha importanza, come ha fatto il Presidente della Municipalità di Favaro ed inoltre voremmo avere delle risposte certe da parte dei tecnici e degli enti responsabili che vogliamo siano presenti. Attendo fiducioso la sua convocazione e nell'attesa voglia gradire distinti saluti.

 
Luciano Callegaro

 

INVIATA 8 febbraio

Mi compiaccio per la denuncia presenta alla Procura della Repubblica..

Il Comitato si ta muovendo, nonostante quanto abbia asserito nella mia
precedente opinione.

Posso sperare che tutto cio' continui e dia dei
risultati per poter, FINALMENTE,
mettere di fronte alle proprie
responsabilità, un Comune e i suoi Amministratori che danno solo prova
di GRANDE INCOMPETENZA E MANCANZA DI RESPONSABILITA' E RISPETTO NEI
CONFRONTI DEI CITTADINI.
E, ricordiamocelo tutti, che sono LORO al
nostro servizio e non NOi al loro.

Ringrazio tutte le persone che si
fanno carico e si interesano di portare avanti la nostra causa.
Cordiali saluti
Marco

 

INVIATA IL 24 gennaio

SE IO FOSSI SINDACO.

Se io fossi Sindaco applicherei la tassa di soggiorno a tutti i turisti che albergano a Venezia. Diaciamo 10 euro a persona per notte e non mi sembra troppo, (a Mestre diciamo 5 euro, per i problemi fognari che tutti conoscono). Poi prenderei in considerazione tutti quelli che hanno una casa in proprietà a Venezia e che hanno la residenza altrove. Un appartamento di 80 mq può ospitare comodamente 4 persone. A questi proprietari che usano la casa saltuariamente per godersi la Venezia culturale o folcloristica farei pagare l'ICI come seconda casa e 2,5 euro a persona per la tassa di soggiorno come se le 4 persone fossero costantemente ospiti a Venezia 365 giorni l'anno (4 persone x 2,5 euro/giorno fanno 10 euro x 365 gioni fanno 3.650 euro, non male per le casse del Comune di Venezia). Facciamo il caso, invece, di un signore con la "S" maiuscola che ha comperato un appartamento molto grande con annesso, al piano terra, un appartamentino per la servitù. Al piano terra possono essere ospitate 3 persone e al primo piano 7 persone, i divani letto non li contiamo. Questo signore viene a Venezia poche volte all'anno, come la maggior parte dei proprietari della seconda casa, ma in compenso ospita nei due appartamenti i suoi amici che provengono da tutto il mondo, per cui la casa è quasi sempre funzionante. A questo signore io farei pagare la tassa di soggiorno come se le 10 persone fossero ospiti fissi a Venezia (10 persone x 2,5 euro/giorno fanno 25 euro x 365 giorni fanno 9.125 euro). A questo punto mi viene da chiedere quanti sono i proprietari di casa a Venezia non residenti? Molti direi, allora con il ricavato della tassa soggiorno di questi signori, che hanno il piacere d'avere una casa a Venezia, sistemiamo le fognaure della terraferma veneziana. A voi tutti un fraterno saluto.

Antonio

INVIATA IL 22 gennaio

Buongiorno....visto che ne date la possibilità..DICO LA MIA..

ma dove
sono finiti tutti i buoni propositi x farci rimborsare i danni subiti
dal Comune?
nei numerosi incontri avuti con i tecnici e dirigenti è
stata accertata una certa responsabilità dell'amministrazione...e
allora?

TUTTO TACE?
La regione veneto doveva rimborsare i danni con
domande da presentare al genio civile entro il 7 gennaio 2007..peccato
che nessuno ne sappia nulla..

e i nostri comitati?

posso dire la
mia?  TEMPO PERSO!!!!!

saluto e ringrazio.

Marco

 

 

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Ultimo aggiornamento: 12-01-09.