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18 settembre 2006 Ambiente Gravissima la situazione nel comprensorio Dese Sile "Se le condizioni meteorologiche avessero impedito alla
laguna di ricevere l'ondata di piena in arrivo da monte, si sarebbe ripetuta
un'alluvione come nel 1966": è questo il commento del Consorzio di Bonifica "Dese
Sile", impegnato da giorni, assieme a Protezione Civile, Vigili del Fuoco, forze
dell'ordine, volontari, a contrastare le conseguenze dell'eccezionale pioggia,
che ha colpito la provincia di Venezia; ai 140 millimetri d'acqua caduti tra
venerdì e sabato, se ne sono aggiunti ulteriori 110: una massa idrica di fronte
alla quale uomini ed infrastrutture si sono rivelate impotenti. Allagamenti si
registrano ovunque con gravi disagi alla popolazione: nel comune di Venezia (Gazzera,
Bissuola, Marghera), a Salzano, Noale, Scorzè fino ad arrivare a Piombino Dese e
Trebaseleghe, in provincia di Padova. Centinaia le persone impegnate da giorni,
così come sono stati messe in opera tutte le pompe (fisse e mobili) a
disposizione; finora, nel proprio comprensorio, il Consorzio di Bonifica Dese
Sile non registra gravi cedimenti arginali, ma la situazione è fortemente a
rischio con l'acqua che lambisce la parte superiore delle sponde di numerosi
alvei. "E' l'ennesima dimostrazione della fragilità idrogeologica del nostro
territorio - tengono a commentare all'ente consortile Dese Sile - Nel 1966 non
c'erano le odierne infrastrutture idrauliche, ma l'urbanizzazione è cresciuta in
maniera superiore e disordinata. Bisogna velocemente riflettere." Nel Sinistra Medio Brenta preoccupazione per il fiume Pionca E’ la tenuta degli argini del fiume Pionca l’incognita più
grave nel comprensorio del Consorzio di Bonifica "Sinistra Medio Brenta", il cui
personale è in stato di emergenza dallo scorso venerdì; in particolare preoccupa
la situazione nei pressi della botte-sifone ubicata tra Mira e Mirano, in
provincia di Venezia: qui si stanno registrando pericolosi franamenti lungo le
sponde e sono state posizionate alcune pompe mobili. "E se con la siccità dovessimo convivere?" "L’Italia intera, non soltanto l’agricoltura, ha bisogno di
un nuovo modello di sviluppo che, per essere competitivo e rilanciare il sistema
Paese, deve necessariamente puntare sulla valorizzazione del territorio e della
sue ricchezze; l’agricoltura di qualità ed il "made" in Italy enogastronomico
non possono esistere senza una corretta gestione delle risorse idriche": è
questo, in sintesi, l’intervento di Massimo Gargano, Presidente
dell’Associazione Nazionale Bonifiche ed Irrigazioni, al convegno dal titolo "E
se con la siccità dovessimo convivere?", organizzato dalla Coldiretti locale,
all’interno della 60^ Fiera di Pordenone. |
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